IN PIEMONTE - Piemonte Feel

Locali storici

Verdi colline e morbidi vigneti, città d’arte e locali storici sono tratti distintivi del paesaggio italiano. In Piemonte in particolare, la tradizione dei locali storici è testimoniata dalla presenza di luoghi che ancora oggi raccontano lo specialissimo understatement che caratterizza la regione e i suoi abitanti. Chi visita il Piemonte può infatti tracciare, come un gioco da tavolo, un itinerario dei locali storici da visitare nelle diverse città. “Luoghi del passato”, per molti anni centri di cultura, i locali storici sono stati salotti d’arte ma anche ambienti dove prendevano corpo le idee politiche e le passioni civili. Davanti a una tazza di cioccolata calda o a un bicchiere di vermouth, si ritrovavano gli intellettuali e le personalità più importanti della politica piemontese e italiana. Camillo Benso Conte di Cavour, dopo avere respinto l’ultimatum dell’Austria e aver letto l’orgoglioso proclama di guerra dichiara: “Oggi abbiamo fatto la Storia... adesso andiamo a mangiare”. Tutti i deputati e i ministri del Regno d’Italia, riuniti a Palazzo Carignano, si trovano d’accordo nel suggellare l’importante decisione ai tavoli del Cambio, il celebre ristorante di piazza Carignano che a Torino, nel 2007, ha festeggiato il suo duecentocinquantesimo anno.
Oltre al Cambio, la città della Mole, vanta numerosi negozi dall’atmosfera antica come il Caffè Baratti & Milano, la cui storia riassume l’evoluzione della città fra la fine Ottocento e l’inizio del Novecento o la farmacia Algostino De Michelis in piazza Vittorio Veneto, la cui apertura risale al 1825 o ancora la pasticceria Stratta, in piazza San Carlo, amata da Renzo Arbore, appassionato collezionista di scatole ricolme di pastiglie di zucchero colorate.
Ma autentici frammenti di storia d’Italia, si possono trovare un po’ ovunque. Basti pensare al Caffè Converso di Bra, antica confetteria fondata nel 1838, frequentato da Umberto di Savoia ma anche, più tardi, da un cenacolo di scrittori che raggruppava Giovanni Arpino e Beppe Fenoglio. O il Caffè Barbero di Cherasco, inaugurato nel 1881 in puro stile Liberty; il Caffé Calissano, nel cuore di Alba sulla piazza del Duomo che ha visto passare da Cesare Pavese al pittore-farmacista Pinot Gallizio. Sotto i portici di Cuneo, vicino al Teatro Toselli, c’è il Caffè Bruno, nato per volontà degli svizzeri Raiter, uno dei pochi locali frequentati dai poveri che qui potevano acquistare le paste di meliga sbriciolate a un prezzo più basso.

locali storici






Luoghi

Il Forte di Vinadio

Forte di Vinadio

Voluto da Re Carlo Alberto, il Forte di Vinadio rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura militare delle Alpi. Si estende longitudinalmente per 1200 metri su tre livelli che comprendono circa 10 chilometri di percorsi interni.

Palaisozaki

E’ il nuovo Palasport Olimpico torinese commissionato all’architetto giapponese Arata Isozaki in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Uno spazio polifunzionale, versatile e flessibile che grazie alla mobilità delle tribune può trasformarsi da palazzo del ghiaccio in luogo per concerti, spettacoli, convention.

Cantine storiche di Canelli

Le cantine - che conservano perfettamente allineate antiche botti e barriques - hanno strutture a volta in mattoni, con archi ampi a sesto abbassato e sono collegate fra loro da gallerie che raggiungono la falda e le stratificazioni del terreno formatesi nel corso dei secoli.



Personaggi

Giuliano Montaldo

Giuliano Montaldo

”In Piemonte, nel 1960, ho girato sul Lago Maggiore il mio primo film, Tiro al piccione. Oggi per I Demoni di San Pietroburgo ho voluto tornare sul luogo del delitto… Si tratta di un film storico che trasferisce la grande letteratura nelle pianure piemontesi, tra i Palazzi di Torino e le Regge Sabaude”.

Daria Bignardi

“… Torino è ormai più bella di Milano e più contemporanea di Roma. E’ l’esempio fatto di città che “si può fare”, se si è capaci. Beati i torinesi che hanno saputo usare i soldi dell’Olimpiade per fare bella la città: che Milano e la sua Expo vadano in gita alla Mole e prendano appunti”.

Mario Brunello

“Torino ha un karma speciale rispetto alla musica. Il pubblico torinese si prende qualche minuto in più rispetto ad altri per decidere. Sembra aspettare, non voler invadere il campo. E’ perché tratta gli artisti non come divi ma come persone. Con delicatezza ti fa sentire che sei importante per quello che puoi dire. È un modo molto garbato di farti sentire a casa tua”.