I castelli del Canavese - Piemonte Feel

Percorsi

I castelli del Canavese

gite in auto

Da Ivrea (raggiungibile con l´autostrada Torino-Aosta e con l´autostrada Torino-Milano, tramite la "bretella" di Santhià), si imbocca la statale per Castellamonte fino a Parella e la si abbandona presso Baldissero Canavese per raggiungere Bairo e Agliè.
Si prosegue per Ozegna e Rivarolo e, ritornati a Ozegna, si imbocca la strada per S. Giorgio Canavese. Da San Giorgio, una piccola carrozzabile attraversa a Montalenghe e Candia, dove si incontra il lago omonimo.
Continuando per Vische e Moncrivello, si incontra la statale Cigliano-Ivrea che in pochi chilometri porta a Caravino.

I castelli del Canavese






Luoghi

Il Sacro Monte di Crea

Sacro Monte di Crea

Realizzato alla fine del 500, il Sacro Monte di Crea ha 23 cappelle e 5 romitori disseminati per il bosco e collegati tra loro da sentieri. Le cappelle narrano la vita della Vergine e ospitano straordinari gruppi statuari a grandezza naturale.

La “Bollente” di Acqui Terme

E’ un’elegante edicola-tempietto a forma ottagonale inaugurata nel 1879. Questa struttura eclettica evidenzia una fonte termale che emette acqua sulfureo-salso-bromo-iodica alla temperatura di 74,5°.

Palaisozaki

E’ il nuovo Palasport Olimpico torinese commissionato all’architetto giapponese Arata Isozaki in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. Uno spazio polifunzionale, versatile e flessibile che grazie alla mobilità delle tribune può trasformarsi da palazzo del ghiaccio in luogo per concerti, spettacoli, convention.



Personaggi

Caparezza

Caparezza

“E poi adoro mangiare a Torino, soprattutto la carne cruda. Mi piace la città, sono stato tre volte al Museo del Cinema e feci pure una camminata a piedi in collina, dopo qualche chilometro ero in cima al Colle della Maddalena e vedevo tutta Torino”.

Luis Sepúlveda

“Come diceva mio nonno paterno: uno è di dove si sente bene, e io adesso mi sento benissimo a Torino per esempio, e anche a Gijon. La vita è così”.

Mario Brunello

“Torino ha un karma speciale rispetto alla musica. Il pubblico torinese si prende qualche minuto in più rispetto ad altri per decidere. Sembra aspettare, non voler invadere il campo. E’ perché tratta gli artisti non come divi ma come persone. Con delicatezza ti fa sentire che sei importante per quello che puoi dire. È un modo molto garbato di farti sentire a casa tua”.