Tra terme, fortificazioni e aree naturali - Piemonte Feel

Percorsi

Tra terme, fortificazioni e aree naturali

percorsi in bici

Da Ovada a Casaleggio Boiro - 11 Km circa
Lasciata l’auto si procede verso la statale n° 456, dopo breve si svolta a sinistra proseguendo per Belforte Monferrato. Attraversato il centro abitato di Belforte, si gira a destra per Mongardino. Superate le frazioni di S. Pietro e di Gambina si giunge ad un incrocio, dove si svolta a destra. Oltrepassato il ponte sul torrente Piota si sale verso Lerma. Continuando in direzione di Gavi si giunge all’abitato di Casaleggio Boiro, dove si trova un antico castello del secolo X.

Tra terme, fortificazioni e aree naturali






Luoghi

Filatoio Rosso di Caraglio

Costruito, tra il 1676 e il 1678, il Filatoio è uno straordinario esempio di “architettura industriale” secentesca in Piemonte. Oggi, completamente restaurato, ospita il Museo Regionale della Seta e mostre di arte contemporanea.

Forte di Vinadio

Voluto da Re Carlo Alberto, il Forte di Vinadio rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura militare delle Alpi. Si estende longitudinalmente per 1200 metri su tre livelli che comprendono circa 10 chilometri di percorsi interni.

Castello di Mazzè

Negli antichi sotterranei del castello medievale si può visitare il Museo della Tortura: strumenti e metodi della Santa Inquisizione. L’edificio è circondato da un ampio parco con vista panoramica sul Canavese.



Personaggi

Ludovico Einaudi

Ludovico Einaudi

“L’andamento delle colline e dei filari ricorda il fluire, il moto delle onde. I piemontesi di Langa sono chiusi, riservati, ma dietro la facciata nascondono un’anima emotiva. In questo mi riconosco”.

Antonello Venditti

“Torino è un pugno al cielo di terra buona…E’ la mia seconda città. In Torino ho trovato un’amica speciale che mi ha saputo ricompensare con affetto. Per questo non dimenticherò mai il concerto che tenni al Palasport nel 1980”.

Achille Bonito Oliva

“C’è un tocco di erotismo in una città (Torino) che sembra dominata da una geometria urbana legata al taglio delle strade alla francese, ma che ha sempre nascosto il fuoco sotto la cenere, in un inconscio collettivo che ribolle e ogni tanto riemerge”.