Risotto al Barolo
Ingredienti (per 4 persone)
400 gr. di riso, vino barolo, mezza cipolla, 30 gr. di burro, mezzo litro di brodo vegetale, sale
Preparazione
Fate appassire mezza cipolla con 50 gr. di burro, quando sarà morbida aggiungete il riso e fate tostare per 2 minuti. Versate mezza bottiglia di Barolo non troppo invecchiato e iniziate la cottura a fuoco medio, mescolando ogni tanto il riso. Continuate la cottura, aggiungendo via via il brodo salato (ne basterà mezzo litro) quando il vino sarà assorbito. Il tempo complessivo di cottura e di circa 20 minuti. Amalgamate infine con 30 g. di burro a fiocchetti, 1 manciata di prezzemolo tritato e, se lo ritenete necessario, un po' di sale.
Vini consigliati
Barolo
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Luoghi
Castello di Aglič
La sontuosa dimora viene costruita da Filippo d’Agliè, ministro, letterato, coreografo e consigliere di Madama Reale sui resti di un’antica fortezza a partire dal 1646, su progetto di Amedeo di Castellamonte.
Palazzo Callori a Vignale Monferrato
La costruzione, eretta nel XV secolo, ospita l’Enoteca regionale del Monferrato. Le antiche cantine di tufo sono utilizzate ancora oggi per conservare vini e grappe pregiate.
Filatoio Rosso di Caraglio
Costruito, tra il 1676 e il 1678, il Filatoio è uno straordinario esempio di “architettura industriale” secentesca in Piemonte. Oggi, completamente restaurato, ospita il Museo Regionale della Seta e mostre di arte contemporanea.
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Personaggi
Daniel Birnbaum
“L’opera d’arte più ben riuscita a Torino? Ma è ovvio, è la Mole Antonelliana. Perché le opere riuscite sono quelle che hanno un significato talmente positivo che la popolazione le assorbe come simboli della propria cultura. Sono le opere che, se dovessero mancare, lascerebbero un vuoto”.
Riccardo Scamarcio
“Confesso. In Piemonte ho peccato di gola. I piatti con il tartufo d’Alba sono irresistibili e costituiscono una “tappa obbligata” nei miei soggiorni piemontesi”.
Carolina Kostner
“…Torino, che è il mio secondo rifugio italiano, ha un’atmosfera che mi piace davvero, non solo sul ghiaccio. A Torino ho trovato posti da sogno, negozietti di musica classica. Con il proprietario di uno di questi ho passato quasi un pomeriggio a parlare della storia del flamenco”.
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