L'ottocento
Il secolo XIX si apre sotto le insegne del dominio napoleonico. Nel giugno 1800 l'imperatore riporta a Marengo, in provincia di Alessandria, una delle sue più famose vittorie.
Con il decreto del 1801 il Piemonte viene annesso alla Francia mentre l'area del novarese entra nell'orbita della Repubblica cisalpina. Qualche anno dopo, con la fine della dominazione napoleonica, la Restaurazione restituisce ai Savoia i loro possedimenti. In Piemonte soffia il vento del Risorgimento che porta gli influssi del liberalismo europeo e i fermenti politici e ideali di numerosi esuli provenienti da ogni parte della penisola che trovano rifugio soprattutto a Torino. Intorno al 1850 la regione e in particolare la monarchia sabauda, si impegnano nell' unificazione dell'Italia, avviata con i primi moti nel 1821, proseguita con le guerre d'indipendenza (battaglia di Novara - 1849) e portata a termine, con l'esclusione di Roma, nel 1861. Le riforme di Cavour producono a loro volta, sensibili mutamenti nell'assetto economico e sociale della regione, ancora molto antiquato rispetto ai moderni stati europei. Con la comparsa delle prime manifatture su scala industriale, si dà avvio a una conduzione più capitalistica delle campagne, basata sullo sviluppo degli investimenti fondiari e sul rinnovamento delle colture. Dopo l'unificazione il Piemonte affronta una travagliata fase di transizione con il trasferimento della capitale del nuovo Regno d'Italia da Torino a Firenze (1864). L'economia agricola viene messa a dura prova dalla recessione che piega per oltre vent'anni l'Europa e dalla guerra doganale con la Francia. Perduto il primato politico, l'ex capitale subisce una serie di tracolli finanziari: le principali banche torinesi, coinvolte nella speculazione edilizia di Roma divenuta capitale, falliscono. Bisogna aspettare la svolta liberale della politica di Giovanni Giolitti per superare la crisi e dichiarare terminata la lunga recessione dell'economia italiana.

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Luoghi
Palazzo Callori a Vignale Monferrato
La costruzione, eretta nel XV secolo, ospita l’Enoteca regionale del Monferrato. Le antiche cantine di tufo sono utilizzate ancora oggi per conservare vini e grappe pregiate.
Castello di Mazzè
Negli antichi sotterranei del castello medievale si può visitare il Museo della Tortura: strumenti e metodi della Santa Inquisizione. L’edificio è circondato da un ampio parco con vista panoramica sul Canavese.
Biblioteca Reale di Torino
La Biblioteca Reale ospita importanti collezioni di manoscritti, codici miniati e incisioni. Oltre ai 2000 disegni, custodisce alcuni disegni di Leonardo Da Vinci fra cui: l’Autoritratto, il Volto dell’Angelo, disegno preparatorio per la Vergine delle Rocce e il Codice sul Volo.
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Personaggi
Bruno Gambarotta
“Per i torinesi ero un "pacu", un contadinotto... Venivo da Asti dove mio padre era tipografo compositore Dopo l’alluvione del 1949 ci siamo trasferiti a Torino. Io parlavo solo astigiano e portavo i pantaloni alla zuava. Mi sono riscattato diventando il primo della classe”.
Margherita Oggero
“E’ un momento fortunato. Ci sono i cantautori genovesi e gli scrittori torinesi… un gioco del destino, per quanto la vivacità culturale che pervade la città uscita dalla monocultura industriale possa aver influenzato i giovani”.
Ludovico Einaudi
“L’andamento delle colline e dei filari ricorda il fluire, il moto delle onde. I piemontesi di Langa sono chiusi, riservati, ma dietro la facciata nascondono un’anima emotiva. In questo mi riconosco”.
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