Il legno e il restauro
“Chi sa levigare il ferro o riparare un violino, si lega per sempre ad una sua particolare tecnica, è un innovatore”. Sono parole di Giovanni Arpino, ruvido scrittore braidese e grande tifoso, che in una frase riesce a cogliere l’essenza del Piemonte.

Una regione capace di coniugare passato e presente, tradizione e modernità, facendo convivere l’alta tecnologia con l’abilità manuale, la ricerca avanzata con la tradizione, l’innovazione con la trasmissione di saperi artigianali antichi. Secondo una statistica del 1834, nel Saluzzese c’erano 251 botteghe da falegname che impiegavano 253 garzoni e 109 apprendisti. Un’eredità importante che spiega la “specialità” nel settore del restauro antiquariale e nei mobili d’arte e anche il successo della Mostra Nazionale di Alto Artigianato di Saluzzo. Anche nelle altre zone del Piemonte, dall’Ossola al Cuneese, è diffusa la lavorazione del legno, che spesso coincide con la presenza di grandi mobilifici.
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Luoghi
Forte di Vinadio
Voluto da Re Carlo Alberto, il Forte di Vinadio rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura militare delle Alpi. Si estende longitudinalmente per 1200 metri su tre livelli che comprendono circa 10 chilometri di percorsi interni.
Palazzo Callori a Vignale Monferrato
La costruzione, eretta nel XV secolo, ospita l’Enoteca regionale del Monferrato. Le antiche cantine di tufo sono utilizzate ancora oggi per conservare vini e grappe pregiate.
Sacro Monte di Crea
Realizzato alla fine del 500, il Sacro Monte di Crea ha 23 cappelle e 5 romitori disseminati per il bosco e collegati tra loro da sentieri. Le cappelle narrano la vita della Vergine e ospitano straordinari gruppi statuari a grandezza naturale.
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Personaggi
Eleonora Giorgi
”Mi sembra di tornare bambina, quando trascorrevo settembre nella tenuta di mio nonno nel Monferrato. Ricordo le vendemmie con i buoi e le ceste colme di uva… Ma queste Langhe di oggi sono ancora più belle, hanno saputo conservare un’armonia eccezionale”.
Paolo e Vittorio Taviani
“Arrivando in piazza Castello, immerso in questa sua nuova luce, ci siamo detti che era ora di portare qui il carrello della macchina da presa”.
Luciana Littizzetto
“A Torino mi piace vivere. Ha uno swing particolare. L’accento è una fonte d’ispirazione importante: è lento, strascicato, inadatto ai tempi comici, ma se è naturale e non imitato, funziona e fa ridere”.
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