La stampa e la legatoria - Piemonte Feel

La stampa e la legatoria

 

A chi dobbiamo tanta disinvoltura nello scrivere gli sms con i telefonini? Di chi il merito se anche nell’etere la parola scritta continua ad essere, tutto sommato, la base della comunicazione via internet? Per il piacere, ovviamente, di tutti coloro che continuano ad amare il profumo delle pagine di un libro appena aperto, da leggere, la sera, per rilassarsi in poltrona. Sicuramente dobbiamo dire grazie a Gutemberg, il cui torchio a caratteri mobili “inventa” ufficialmente la stampa nel XV secolo.
Riprodurre testi e immagini a mezzo stampa resta tuttora uno degli strumenti fondamentali per la comunicazione del sapere e dello sviluppo sociale, un’attività che può raggiungere vertici di raffinatezza da far parlare di “arte grafica”. Lo dimostra la galassia di 50 imprese del settore cui la Regione Piemonte ha riconosciuto il marchio di Eccellenza Artigiana: tipografie, stamperie e legatorie artigianali che contribuiscono a divulgare la “parola su carta”.
In Piemonte continua a vivere questo mondo antico – anche se oggi spesso affianca i vecchi torchi alle tecnologie digitali più all’avanguardia. Un mondo dove il piacere del testo inizia dal libro: opera d’arte che apre un universo sensoriale simile alla musica, fatto di battute, spazi bianchi, “note”, caratteri. Libri prima da “gustare”, sentendo la carta tra le dita, osservando la nitidezza e l’incisione, talvolta un po’ a rilievo, dei caratteri stampati.
Carte pregiate di bambù, cucite a mano, caratteri tipografici mobili fusi nel piombo o intagliati nel legno, macchine e attrezzature per la stampa, banconi da lavoro di antichi tipografi sono conservati al Museo Civico della Stampa di Mondovì. Ma i torchi per le incisioni d’arte, macchine per la lavorazione, raccolta, piegatura e cucitura vivono nelle edizioni della Tipografia d’arte Tallone ad Alpignano; mentre quaderni e album rigorosamente cuciti a mano, carta per corrispondenza e inviti sono il vanto della Legatoria Artistica e Restauro Umberto I a Torino; così come tele e pelli da affiancare alle carte indiane sono prerogativa della bottega Caramotti di Fossano tele; e carte decorate a mano dalle più antiche alle più moderne e stampe a intaglio sono invece a disposizione di chi volesse fare una gita al Fiore D’oro di Cuneo.
Oltre mezzo millennio è trascorso dalla stampa del primo libro in Piemonte, il Confessionale di Antonino di Firenze, pubblicato a Mondovì il 24 ottobre 1472 da "Antonius Mathiae" e "Baldasar Corderius": una tradizione che continua a vivere, ricordandoci che oltre alla galassia della comunicazione, continua ad esistere il piacere di “leggere slow”.

 






Luoghi

Cantine storiche di Canelli

Le cantine - che conservano perfettamente allineate antiche botti e barriques - hanno strutture a volta in mattoni, con archi ampi a sesto abbassato e sono collegate fra loro da gallerie che raggiungono la falda e le stratificazioni del terreno formatesi nel corso dei secoli.

Abbazia di Novalesa

Nei pressi del monastero vi sono quattro cappelle dedicate a Santa Maria, San Salvatore, San Michele e quella più importante a Sant’ Eldrado che possiede due splendidi cicli di affreschi (fine secolo XI) con episodi della vita dei Santi Eldrado e Nicola.

Castello di Aglič

La sontuosa dimora viene costruita da Filippo d’Agliè, ministro, letterato, coreografo e consigliere di Madama Reale sui resti di un’antica fortezza a partire dal 1646, su progetto di Amedeo di Castellamonte.



Personaggi

Luciana Littizzetto

Luciana Littizzetto

“A Torino mi piace vivere. Ha uno swing particolare. L’accento è una fonte d’ispirazione importante: è lento, strascicato, inadatto ai tempi comici, ma se è naturale e non imitato, funziona e fa ridere”.

Daria Bignardi

“… Torino è ormai più bella di Milano e più contemporanea di Roma. E’ l’esempio fatto di città che “si può fare”, se si è capaci. Beati i torinesi che hanno saputo usare i soldi dell’Olimpiade per fare bella la città: che Milano e la sua Expo vadano in gita alla Mole e prendano appunti”.

Carla Bruni

“Torino mi piace. E’ viva, bella, per nulla austera. E poi è creativa. L’arte mi emoziona, anche se sono una dilettante. Conosco bene la musica, l’ho respirata in casa con mamma che si dedicava ai concerti classici e mio padre che componeva pezzi dodecafonici”.